Elezioni Comunali 2020

Diritti al voto.

SEI AZIONI PER CITTÀ PIÙ INCLUSIVE

In vista delle elezioni comunali del prossimo settembre, Arcigay del Trentino, Famiglie Arcobaleno del Trentino - Alto Adige, Agedo Trentino e LILA del Trentino propongono di aprire un confronto con i/le candidati sindaci/che sui temi e sulle più pressanti necessità della comunità LGBT* locale.

 

A tutti/e i/le candidati/e sindaco/a del territorio della Provincia Autonoma di Trento,

 

ogni comunità è composta di pluralità, ciascuna con pari diritto di cittadinanza. Affinché tali pluralità possano essere accolte, risulta essenziale che vengano correttamente nominate e riconosciute. Solo così si può emergere allo sguardo dell'Altro, rinunciando alla propria condizione di "invisibile" e diventando parte di una comunità che sia accogliente, rispettosa ed equa.

 

Perché ciò si realizzi, è fondamentale che ogni amministrazione comunale di nuova elezione si apra all'ascolto delle istanze delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali, così come emerse dal confronto tra le nostre associazioni, e in seguito delineate.

 

Sei appelli attraverso cui le coalizioni e le liste candidate alle prossime elezioni amministrative potranno misurare la propria capacità di risposta alle urgenti necessità delle persone LGBT* che vivono sul proprio territorio.

 

Sei punti che esprimono in primo luogo la disponibilità dell’associazionismo LGBT* trentino a costruire e/o intensificare il dialogo e il confronto con le amministrazioni pubbliche locali e che, specularmente, richiedono un impegno attento e costante da parte di queste nel realizzare concretamente pari opportunità per tutti e per tutte, nel considerare e ascoltare anche la voce dei propri cittadini e cittadine appartenenti a minoranze sessuali e delle loro famiglie. 

 

1 ) Adesione alla rete RE.A.DY

 

È la Rete italiana delle Regioni, Province Autonome ed Enti Locali impegnati per prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, riconosciuti dalla Costituzione, dal diritto comunitario e internazionale. Sebbene alcuni dei comuni interessati dalle elezioni facciano già parte della rete, temiamo che nel tempo questa adesione abbia assunto un puro valore simbolico. È dunque importante che i Comuni aderiscano con convinzione alla rete RE.A.DY o si vincolino a rinnovare e rinvigorire gli impegni già assunti in sede di adesione e che, mediante occasioni di incontro e interscambio di esperienze e buone prassi, mirino concretamente al riconoscimento e alla promozione dei Diritti Umani delle persone appartenenti alla comunità LGBTI+.

 

2) Adozione di un linguaggio inclusivo e rispettoso di tutti e tutte

 

Uno dei principali ambiti attraverso cui stereotipi e pregiudizi vengono prodotti e veicolati è quello della comunicazione verbale e scritta. Il linguaggio usato nella comunicazione istituzionale rappresenta una pratica capace di riflettere le asimmetrie presenti all'interno della società e di consolidarle. Tuttavia, il linguaggio può divenire strumento per contrastare e neutralizzare vecchi e nuovi stereotipi. Per spezzare la "congiura del silenzio” risulta fondamentale la formazione di coloro che lavorano presso le istituzioni cittadine all'utilizzo di un linguaggio inclusivo e rispettoso delle alterità. Inoltre è urgente una maggiore accessibilità e visibilità delle informazioni nei canali di comunicazione istituzionali, che persegua l'obiettivo di una comunicazione sempre più trasparente e faciliti l’accesso al cittadino/alla cittadina ai servizi offerti. In quest’ottica, un esempio concreto di un nuovo approccio al linguaggio istituzionale è quello relativo alla preferenza del sostantivo plurale "famiglie" rispetto alla formulazione singolare, a indicazione della complessità e diversità presente all'interno della costituzione dei nuclei familiari trentini.

 

3) Sostegno simbolico e adesione alle iniziative di interesse culturale e rilevanza sociale

 

Il sostegno istituzionale mediante l'istituto del patrocinio alle iniziative di rilevanza culturale e sociale non rappresenta una sola formalità simbolica; ma il segnale tangibile e visibile di un'amministrazione vicina alla popolazione LGBT*.  Giornate come quella del 27 gennaio (Giorno della Memoria), del 17 maggio (Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia) o del 1 dicembre (Giornata mondiale contro l'AIDS) rappresentano, tra le altre, occasioni di visibilità per la comunità LGBT* e di confronto con la cittadinanza tutta.

 

4) Trattamento equo e trasparenza

 

Le persone LGBT* trentine lamentano una minore considerazione o iniquità nel trattamento ricevuto presso uffici e sportelli dei propri enti comunali. È necessario impegnarsi affinché le loro segnalazioni di “disservizio” non vengano ignorate e in modo che la loro presenza non rappresenti più un'utenza "inattesa" di fronte alle cui necessità, il personale amministrativo non sappia rispondere o intervenire con la dovuta attenzione e sensibilità. È necessaria una attività di formazione del personale amministrativo e del personale scolastico dei nidi. In attesa che il parlamento nazionale al più presto affronti con una legge le questioni aperte sulle famiglie omogenitoriali o sul matrimonio egualitario, riteniamo che i Comuni possano impegnarsi nel concreto a colmare questi vuoti, adoperandosi affinché gli uffici dell’anagrafe non siano più un luogo inospitale e ostile ma accogliente e rispettoso delle ragioni dei cittadini e della legge e affinché il genitore intenzionale venga riconosciuto come avente diritto a rappresentare gli interessi del bambino in tutti i servizi comunali, indipendentemente che ci sia o meno una trascrizione, una registrazione alla nascita o un’adozione.

 

5) Lotta al pregiudizio e alla violenza omo/bi/transfobiche

 

È tempo di un’adesione effettiva alla lotta contro l'omobitransfobia, attraverso azioni di supporto a chi ne è vittima, soprattutto se questa si trova in condizione di particolare vulnerabilità, perché minore o priva di una rete sociale di sostegno. Ogni anno le associazioni LGBT* locali ricevono richieste di aiuto cui (specie nelle fasi di emergenza pandemica) diviene difficile rispondere efficacemente. L’opera di monitoraggio, segnalazione e risoluzione di situazioni di emergenza (allontanamento domestico, stigma sociale e violenze) non possono ricadere unicamente sull'attività gratuita di volontari/ie e attivisti/e. Si collocano, quindi, in questo quadro sia la creazione, mediante le istituzioni deputate alla gestione delle Politiche Sociali e Abitative, di protocolli per l'intervento rapido ed efficace in situazioni di urgenza, sia la promozione di azioni successive di supporto e assistenza. 

 

6) Difesa del diritto alla salute

 

Poiché la diffusione dell'HIV continua a essere un'emergenza per l'intera collettività, sebbene offuscata dalle più recenti e pressanti emergenze sanitarie, è fondamentale la promozione di modelli di intervento per ridurre il numero delle nuove infezioni, secondo quanto previsto dal Piano nazionale di interventi contro HIV e AIDS, e in sinergia con altre istituzioni territoriali quali l'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e l'Amministrazione Provinciale. In tal senso,si propone e si sottolinea l'urgenza di:

  • Programmare piani di formazione rivolti ai giovani da parte del Servizio delle Politiche Giovanili.
  • Costituire un centro dedicato alle misure di profilassi pre-esposizione (PrEP) come è già avvenuto in alcune città pilota e in ottemperanza alle indicazioni di prevenzione suggerite dal PNAIDS.
  • Offrire una  corretta informazione agli operatori sociali sulle modalità di trasmissione, sulle caratteristiche dell’infezione da HIV e sulla possibilità di efficaci terapie, questo anche al fine di ridurre l’ignoranza sul tema e il conseguente stigma nei confronti delle persone con HIV e AIDS.
  • Considerando che la salvaguardia della salute passa anche attraverso la cura del benessere in senso olistico della persona, e affinché chiunque possa sentirsi sicuro/a e a proprio agio nella condivisione degli spazi pubblici, sollecitiamo l'istituzione di bagni gender free presso le sedi delle istituzioni comunali e la creazione di luoghi simbolo sul territorio in cui il Comune renda tangibile il riconoscimento e la propria vicinanza alla comunità LGBTI+. 

 

Firmatari: 

Arcigay del Trentino

AGEDO Trento

Famiglie Arcobaleno del Trentino Alto Adige

LILA del Trentino

 

Attraverso la mail info@arcigaytrento.it i candidati sindaco/le candidate sindaca possono far pervenire la loro sottoscrizione all'iniziativa consultabile anche sul sito www.arcigaydeltrentino.it.

 

In seguito, renderemo pubbliche le adesioni alla nostra campagna e monitoreremo le attività dei/lle candidati/e sindaci/che durante le ultime fasi di questa campagna elettorale.

Ci rendiamo disponibili per eventuali chiarimenti e approfondimenti.